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[Libri] Il cerchio

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Sabato 28 ottobre in molte città d’Italia si è tenuto il Linux Day, la manifestazione annuale che festeggia il software libero, Gnu/Linux in particolare. Il tema del 2017 era la riservatezza, quindi sono venuti fuori temi piuttosto attuali e interessanti. Ho assistito a due Talk nella mia città e mi è venuto in mente che avevo letto il libro di Dave Eggers “Il Cerchio”.

Perché associare il libro ad un Linux Day che ha come tema la riservatezza? Facile il libro estremizza, neanche troppo, il ruolo di Internet delle cose (IoT) e Social Network.

Trama

Mae, dopo anni passati a lavorare presso la filiale dell’azienda del gas nel suo paesino d’origine, viene raccomandata e assunta al cerchio. La sua vita, quella dei suoi familiari e dei suoi amici cambierà radicalmente.

Il Cerchio

Il cerchio viene descritto come un’azienda mix fra Google, Apple, Facebook e Paypal, il suo successo è dovuto ad un servizio di autenticazione universale. Tale invenzione ha permesso al Cerchio di diventare il leader assoluto nel settore.
Il Social network del Cerchio è il più usato al mondo, i pagamenti di qualsiasi genere si fanno grazie al Cerchio, per accedere al proprio dispositivo si usa l’account e sistema operativo del Cerchio, tutti i dati del dispositivo sono immagazzinati sul cloud del Cerchio e così via.
La sede dove opera la nostra protagonista è praticamente organizzata come un campus universitario. Si lavora, ci sono feste, eventi e dormitori. Gli eventi sono facoltativi ma la richiesta di essere social ad ogni costo, di far parte di un team e di documentare il tutto gli rendono praticamente obbligatori.
Nel libro vedremo i passi compiuti per avvicinarsi alla chiusura del Cerchio, in primis la trasparenza, cioè farsi riprendere 24 ore su 24.

La protagonista

Ci sono due aggettivi che la definiscono: testa di minchia e testa di minchia.
Tutto il libro gira intorno a lei, dall’assunzione con errori di gioventù (subisce rimproveri di venti minuti perché per non distrarsi dal lavoro è poco social e perché ha la pretesa di andare a casa a fine turno), al rapporto con i genitori, all’adesione alla trasparenza, fino alla discesa inconsapevole verso la follia più assoluta,
Posso infatti dirvi senza spoilerare troppo che la nostra Mae sembra entrare in una setta invece che in un’azienda, giorno dopo giorno recepisce come verità assoluta “gli insegnamenti del cerchio”, fino a, secondo il mio parere ovviamente , scivolare nella follia.
Cercate di leggere il libro lontano da superfici spigolose e/o dure, perché ogni dieci pagine vi cadranno le braccia e vi verrà voglia di prendere a testate il muro. Ad ogni emerita cazzata che la protagonista mette a segno, ci sembra quasi aprire gli occhi, ma dopo poco ne combina una peggiore.

Il libro

Il libro è volutamente lento, prolisso e disarmante, quindi ci ho messo una vita a leggerlo. Inizialmente pensavo fosse un lato negativo ma proseguendo nella lettura mi sono reso conto che oltre ad essere una cosa voluta era anche utile alla trama. Infatti tutto questo ci porta nell’atmosfera di enorme disagio inconsapevole vissuta dalla protagonista. Inconsapevole perché pensa di essere nel giusto, lei lavora al cerchio, lei è trasparente, lei è social, gli altri sono in errore (casualmente ripete a pappagallo quello che viene detto dai fondatori dell’azienda).

Il libro pur essendo fantascientifico è attuale, infatti siamo di fronte a una benevola e amatissima azienda che oltre ad avere il controllo sulle nostre ricerche, i nostri dati e le nostre vite online mira anche alle vite offline. In secondo piano vediamo anche il disagio di chi si ammala di social, amici in tutto il mondo ma nessuno in carne e ossa.
Sono ancora indeciso se regalarlo alle mie nipoti (seconda superiore e seconda media), secondo me gli adolescenti che vivono attaccati al cellulare devono leggerlo (anche se non è il caso delle mie nipoti). Consigliato ma armatevi di pazienza.

Il film

Dal libro è stato tratto un film con Tom Hanks e Emma Ermione Watson non l’ho ancora visto ma mi dicono finire diversamente, quindi perdere di smalto.
Ecco il link al trailer italiano del film.

Conclusioni

Adesso che abbiamo letto trama e recensioni sappiamo perché associarlo ad un Linux Day sulla riservatezza. Nella mia città come ogni anno la mattina vengono portati alcuni ragazzi dalle scuole superiori (si capiva dal casino) tutti con il loro cellulare in mano pronti a farsi selfie e a postarli sui social. In uno dei talk il relatore ha letto a voce alta la licenza che ci troviamo davanti durante la prima configurazione del nostro sistema Android (si quella che non legge nessuno), è calato il gelo. Il cerchio non è così lontano come crediamo.

 

Grazie ad un accordo di collaborazione l’articolo è stato pubblicato anche sul blog We are Geek